La riappropazione della città
Ugo La Pietra


Il film cerca di dimostrare il modo di riappropriarsi della città non tanto con interventi fisici ma con operazioni comportamentali e mentali. «Abitare è essere ovunque a casa propria: la frase, quasi uno slogan da carosello, apre il film come si inizia un manifesto, specie di parola d’ordine a cui la faccia sorridente di Ugo La Pietra – tutto intento per strada a farsi la barba riflettendosi nelle ante vetrate di un grande portone – offre l’evidenza delle immagini. Il cinema per La Pietra diventa un mezzo indispensabile per analizzare e decodificare l’ambiente, registrare le tracce di un’attività creativa originale, smontare e rimontare i topoi dell’architettura urbana, realizzare indicazioni di comportamento capaci di dar vita alla “propria” città. (…)».  (Paolo Mereghetti, 1977)


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1977
CINEMA

1

9




Allegorie citadine
Alice  Rohrwacher


"Allegoria cittadina" è un cortometraggio del 2024 diretto da Alice Rohrwacher e JR, che reinterpreta il mito della caverna di Platone in chiave contemporanea. La storia segue Jay, un bambino di sette anni, che accompagna sua madre a un'audizione di danza a Parigi. Durante il provino, il regista (interpretato da Leos Carax) introduce Jay al mito platonico, suscitando in lui una curiosità che lo porta a esplorare la città con occhi nuovi. Attraverso una combinazione di riprese dal vivo e animazione in stop motion, il film offre una visione giocosa e caleidoscopica dell'arte e della percezione, invitando lo spettatore a riflettere sul confine tra realtà e illusione.



2024
CINEMA

1

9




Plastic touch
Aitana  Ahrens


Una bambola gonfiabile di nome Lucy si risveglia nella camera da letto di un bordello per bambole. Vive con Mina, un'altra bambola. Insieme guardano la TV: la loro finestra sul mondo reale. Si immaginano di vivere lontano. Dopo un po', Lucy vuole scappare. Ma Mina non vuole andarsene. Lucy deve scegliere tra la libertà e la bambola di cui è innamorata.




2022
CINEMA

9




Spazio  intermedio
Alexander Gabriel


“Nascosto nelle sfumature, il mio lavoro cerca di ripensare continuamente la transitorietà spaziale e binomiale, decostruendo l'immagine e considerando gli spazi intermedi. 
Attraverso la serialità, ogni fotografia esposta è il documento dell’atto di tornare, ogni giorno, a relazionarmi con una porzione di campo, una sedia, un pomodoro, decine di tipologie di piante e fiori, le buche di talpe, le talpe, api, vespe, alberi, alberi tagliati, formiche, le larve, i robot che tagliano l’erba, persone che osservano, i corvi, le mosche, la pioggia, grandine, vermi, vento, gatti, la fine della primavera, l’estate, (altro). 
Il mio lavoro è stato riflettere sulle azioni che costantemente agiscono, subiscono e si impongono insieme a noi, definendo spazi intermedi quelle finestre che si affacciano su un mondo di interazioni possibili.”


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2023
ARTE

3

9






Fitzcarraldo
Werner  Herzog


Fitzcarraldo è la storia di un uomo che lotta contro le leggi della natura e della ragione per perseguire il suo sogno impossibile. Brian Fitzgerald, un europeo amante dell'opera, vive in una piccola cittadina peruviana e sogna di costruire un teatro d'opera a Iquitos, una città immersa nell'Amazzonia. Per finanziarsi, Fitzcarraldo vuole fare fortuna con il commercio della gomma. Il suo piano però è delirante: trasportare una grande nave a vapore sopra una montagna, da un fiume all'altro, utilizzando solo la forza di un gruppo di indigeni. La pellicola racconta la sua folle determinazione e la continua tensione tra idealismo e realtà.



1985
CINEMA

1







Orgonauti, Evviva!
Alberto Grifi


In un futuro lontano un'astronave abitata da un gruppo di giovani discendenti da una minoranza "sovversiva" scampata alla distruzione della Terra, recupera una capsula in cui si è conservato il corpo ibernato di un guerrafondaio reazionario, che dopo aver causato guerra e morte, ha abbandonato la Terra ormai invivibile. La sperimentazione visiva atta alla liberazione dello sguardo si intreccia alle visioni psichedeliche da un lato e alla teoria orgonica di Wilhelm Reich dall'altro.


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1970
CINEMA

1






The life of lines
Tim Ingold


Qual è la forma della nostra esistenza e delle nostre relazioni? Tim Ingold mette in discussione il paradigma dominante del network quale simbolo unico della vita di oggi, e propone una teoria alternativa che vede l'essere umano come una linea sempre in movimento lungo un percorso che porta a intrecci di altre linee, che in questi incontri si modificano e possono cambiare direzione. Nei trenta brevi capitoli che compongono il suo libro, Ingold ci accompagna in suggestive riflessioni sul camminare (che è poi un tracciare altre linee), sull'ambiente, sull'atmosfera, sul tempo e infine sulla vita stessa, un flusso che nasce, si sviluppa e si trasforma continuamente.


2020
TESTI

7

9






Apologies
Anne Charlotte Robertson


Short film della regista Anne Charlotte Robertson che si scusa con la telecamera per tutto. Dal bere caffè non biologico, al restituire la telecamera con un giorno di ritardo, al fumare e danneggiare i polmoni; si scusa con il pubblico per i suoi pensieri, le sue scuse, se stessa.


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1990
ARTE

8

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Amazon

Andreas Gursky


L’immagine è stata scattata nel 2016 al termine di lunga serie di difficoltà incontrate per ottenere l’autorizzazione dall’azienda che, come è noto, è stata più volte al centro di polemiche per quello che riguarda le difficili condizioni di lavoro dei dipendenti. L’immagine, però, non è pensata dall’autore con un intento critico verso il “Sistema Amazon”, ma più semplicemente come immagine specchio dei tempi, come luogo simbolo dell’attuale situazione economica e sociale. Scorrendo visivamente il fotogramma fino alla parte alta notiamo delle scritte verticali in stampatello campeggiare sui pilastri della sala: è l’inquietante motto della compagnia che dovrebbe incoraggiare ed invogliare i lavoratori durante la giornata “work hard, have fun, make history”.

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2016
ARTE

2




Holy Bible
Adam Broomberg e Oliver Chanarin


"Fin dall'inizio, quasi ogni sua apparizione è stata catastrofica... La catastrofe è il suo mezzo operativo e il suo strumento centrale di governo." La violenza, le calamità e l'assurdità della guerra sono ampiamente documentate all'interno dell'Archivio di Modern Conflitto, la più grande collezione fotografica del suo genere al mondo. In Holy Bible, Adam Broomberg e Oliver Chanarin selezionano immagini tenendo presente il principio centrale del filosofo Adi Ophir: che Dio si rivela prevalentemente attraverso la catastrofe e che le strutture di potere all’interno della Bibbia sono correlate a quelle all’interno dei moderni sistemi di governo. La Sacra Bibbia illustrata di Broomberg e Chanarin ha la stessa struttura e forma fisica di quella di Re Giacomo. Gli elementi del testo originale dialogano con la selezione delle immagini giustapposte sulle pagine.

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2020
ARTE

3

5